Muti senatore, consigli da una lettrice, precisazione dalla Bce

22 AGO 20
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Al direttore - Arrestato un monsignore polacco dai gendarmi vaticani. Dunque, caro Antonio, regna.
Maurizio Crippa
Al direttore - Non le pare che l’ultimo laticlavio senatoriale possa essere assegnato al maestro Muti? Sarebbe davvero il segno dei tempi.
Domenico Leone
Certo. Ma spero non abbia il tempo di farsi presiedere a bacchetta.
Al direttore - Io sono Foglio-dipendente perché è libero e a più voci, da teologa lo adoro: tutti vi si esprimono. Non direi altrettanto come scienziata (biologa) e agricoltrice con l’esperienza concreta della biodinamica. Possibile che non si mantenga la stessa politica, di dare spazio a tutte le voci, sulla delicata questione riguardante la “fede” in un processo tecnologico salvifico? Leggendo regolarmente il Foglio si evidenzia quel “credo” incondizionato e ideologico nei confronti di un ipotetico e continuo “Progresso”. Quell’ottimismo dogmatico – che faccia bene a denunciare le bugie sia di una Shiva sia dei prof. di climatologia, non c’è dubbio – ma da lì a idolatrare la Monsanto, non esageriamo! Sarebbero da auspicare servizi costruiti su esperienze di prima mano per equilibrare quelli ideologici e teorici, costruiti a tavolino, grondanti oltretutto di un fanatismo sorprendente. Lei direttore che ne dice?
Michèle Leks
Faremo tesoro della sua lettera, grazie.
Al direttore - L’ultimo messaggio dell’Isis invita a colpire i cosiddetti “miscredenti” in occidente. Oramai è quotidiana la sfida che ci lanciano sfrontatamente contando sull’effetto mediatico e psicologico. E noi che si fa? La questione è se ci si può fidare di certe alleanze anche se occasionali e ancor di più le modalità di intervento. Lei, giustamente, in un editoriale di alcuni giorni fa scriveva che l’occidente dovrebbe dispiegare, perché è in grado,una forza “incomparabilmente superiore”. Il punto sta proprio qui: al di là di una strategia politica in quell’area di più ampio respiro c’è la volontà di mettere in campo forze sufficienti per combattere e abbattere questo cancro? Oppure dobbiamo arrovellarci sul fatto che violenza a violenza non porta a nulla per sentirci moralmente a posto? Cordiali saluti.
Pasquale Ciaccio
Balle tempestive e bombe in ritardo, e niente imprese di terra: questo è Obama.
Al direttore - Nell’articolo “Draghi invoca le riforme, il G20 lo puntella, ma a Berlino ancora malumori”, sul Foglio di ieri, si fa la seguente affermazione: “Adesso infine il giurista tedesco Frank Schorkopf, difensore legale della Bce di fronte al Tribunale costituzionale federale di Karlsruhe nella controversia sul programma Omt (Outright monetary transactions), dice al Foglio che non sarà più tra i legali dell’Eurotower nel contenzioso di fronte alla Corte di giustizia europea. Schorkopf lascia nel mezzo di un contenzioso di non poco conto…”. Tale affermazione non è corretta perché Mr Schorkopf non è mai stato nel team dei rappresentanti legali della Bce di fronte alla Corte di giustizia europea. Mr Schorkopf aveva e ha tuttora il mandato di rappresentare la Bce presso la Corte costituzionale tedesca e continuerà a farlo quando questa tornerà a occuparsi del caso.
Alla luce di questo risulta anche poco comprensibile il legame che in un altro punto dell’articolo sembra si voglia stabilire tra il suo presunto abbandono e la credibilità (e difendibilità) del programma Omt. Cordiali Saluti.

Andrea Zizola
Addetto stampa Bce
Nell’articolo abbiamo specificato che il professor Frank Schorkopf “non è mai stato un dipendente della Bce”. Schorkopf è stato autore della memoria difensiva presentata dalla Bce di fronte al Tribunale costituzionale federale di Karlsruhe. Il professore non farà invece parte del team di legali che assisterà la Bce di fronte alla Corte di giustizia europea nel medesimo procedimento. Anziché garantire continuità, la Banca modifica quindi le sue strategie di difesa. Questo registravamo. Grazie comunque per la precisazione.